Palazzo De Salvo

Bene Monumentale

Il palazzo settecentesco sorge ai piedi dell’antica piazza Municipio e si estende per l’intero isolato, tra via Macchiavelli e Via Pellegrino.La tradizione popolare narra di un palazzo più grande divenuto simbolo di ricchezza tanto che, secondo la leggenda, “oro e argento colavano dall’edificio” durante l’incendio del 1868, dovuto “alla distrazione di un appartenente alla famiglia che lasciò una pipa accesa nelle stalle” e quando “le fiamme si fermarono davanti all’immagine dell’Assunta”, nella piccola Cappella; incendio ricordato in un registro parrocchiale.Il palazzo, privo di corte, è costituito da un piano seminterrato che affaccia su via del Pellegrino e dove si trovavano cantine e stalle, il piano terra e il piano nobile.Si accede ad esso da un portale in pietra centinato, posto all’interno di una quadratura con due cornucopie, simbolo propiziatorio di abbondanza e con una decorazione a richiami vegetali all’interno del fregio concluso da una cornice; il concio di chiave dell’arco presenta elementi vegetali terminanti con una pigna, in alto, svetta lo stemma di famiglia con due àncore incrociate, la stella a nove punte e il motto “His suffulta”. Dietro il portale un androne con una scala in pietra con balaustra in ferro battuto riccamente decorata, distribuisce gli spazi e permette l’accesso al piano nobile.A destra del portale principale si trova un secondo ingresso evidenziato da una cornice centinata poggiante su due mensole, che permette l’accesso alla piccola cappella gentilizia dedicata alla Vergine Assunta che ancora presenta i suoi pavimenti originali, un’acquasantiera a rete del XVIII sec. e la statua lignea, molto antica, raffigurante la Vergine. In questa cappella nel 1856 avvenne il prodigio della manna ricordato nelle cronache. L’elemento religioso sembra dominare in questo palazzo, visto he alla famiglia appartenevano numerosi sacerdoti, alcuni dei quali ebbero ruoli molto importanti, come Mons. Francesco Paolo, con titolo onorifico di Prelato domestico di Sua Santità (Pio IX), e don Nicola, arcidiacono di Tursi e rettore del seminario di Chiaromonte. Sul lato sinistro, un ingresso secondario, permette l’accesso a quelli che erano un tempo gli ambienti di servizio.Attraverso una scalinata si arriva su via del Pellegrino dove sono presenti diversi ingressi arcati con mattoni in cotto un tempo accesso alle stalle e magazzini. Le uniche decorazioni visibili sul questo prospetto sono le cornici dei balconi del piano nobile che qui si affacciano e dai quali si domina il panorama fino a Chiaromonte. Un occhio di riguardo meritano le ringhiere opera di abili fabbri locali.Gli interni originali erano caratterizzati da stanze comunicanti. Al piano superiore si distingueva, in corrispondenza del portale d’ingresso, la famosa stanza “rossa” detta anche “galleria”, sala di rappresentanza in diversi eventi come nella grande della Madonna dell’Assunta.Nel corso degli anni il palazzo, di proprietà privata, ha subito diversi rifacimenti che hanno portato ad una trasformazione esterna che non permette ora di dare una lettura dettagliata e puntuale; l’edificio è vincolato, divenendo bene monumentale, dalla legge 1089 del 1939; oggi, in seguito agli ultimi fenomeni sismici che hanno causato innumerevoli danni è stato restaurato.

Fonti testi: https://www.visitfardella.it/palazzo-de-salvo/ 

Fonti immagini: https://www.visitfardella.it/palazzo-de-salvo/

Indirizzo

Corso Vittorio Emanuele 85034 Fardella

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